Per notizie
e aggiornamenti
sulle attività
dell'associazione
è online il nuovo
blog degli Amici
della Scala.
approfondimenti
“Prima delle prime”

Stagione 2015/16 – organizzato dagli Amici della Scala


L’incoronazione di Poppea





di Claudio Monteverdi



libretto di Giovan Francesco Busenello


TEATRO ALLA SCALA
Giovedì 15 settembre 2016






Stupisce che la più rappresentativa opera del Seicento racconti una vicenda così scabrosa. L’Incoronazione di Poppea – libretto di Gian Francesco Busenello, musica di Claudio Monteverdi (1643) – è ben lontana da essere l’emblema di un’epoca. Ecco in scena omicidi tentati e indotti, mogli ripudiate, mariti umiliati, intrighi occulti e intrallazzi esibiti, il tutto per ottenere un matrimonio senza amore, senza onore, preteso per capriccio e interesse. Questo cinismo spregiudicato che, vestito di musica straordinaria, diventa confezione elegante è forse il miglior risultato che l’élite intellettuale della repubblicana Venezia ci ha lasciato in eredità, non dell’Italia intera.

L’opera Seicentesca è, in genere, più ingenua. Abbiamo imparato ad amare Poppea non per quello che racconta ma, come di fronte al grande repertorio ottocentesco, per la forza della sua musica (il caso del duetto finale è emblematico: poco c’entra con la vicenda ma non tolleriamo farne a meno). E anche in questo Poppea è assai poco figlia del suo tempo, anzi forse l’unico caso del secolo in cui, pur di fronte a un libretto straordinario, il compositore riesci a imporsi comunque su tutto e tutti.

A ben guardare, il nostro amore per Poppea confessa in fondo una scarsa propensione a lasciarci spiazzare da un’epoca che per la distanza avrebbe potuto obbligarci a cambiare il modo d’ascolto.

 

Davide Daolmi

Comunicato stampa


Il ritorno alla Scala di L’incoronazione di Poppea è la testimonianza del grande interesse del teatro per la musica barocca. Nel 2015 questa produzione aveva concluso il trittico dedicato a Claudio Monteverdi, che si avvaleva della direzione d’orchestra di Rinaldo Alessandrini e della regia di Robert Wilson. Il progetto era stato inaugurato nel 2009 da L’Orfeo, seguito nel 2011 da Il ritorno di Ulisse in patria. In quelle occasioni il coinvolgimento del pubblico è stato particolarmente intenso.  L’incoronazione di Poppea è l’ultima opera composta per il teatro da Claudio Monteverdi (1567-1643) su libretto di Giovan Francesco Busenello: è il suo capolavoro che segnò il passo definitivo verso la nascita dell’opera moderna incentrata sulla personalità e sulle emozioni di personaggi umani invece che su figure mitologiche. Composta nel 1642 fu rappresentata a Venezia nella stagione del carnevale del 1643 al teatro dei SS. Giovanni e Paolo. E da allora? Lunga è stata la parentesi d’oblìo. Basti pensare che la prima esecuzione in concerto avvenne nel 1905 nel Conservatoire de Paris con la direzione di Vincent d’Indy. In Italia L’incoronazione apparve nel 1917 nel liceo G. Verdi di Torino, sempre diretta d’Indy. Solo molti anni dopo, nel 1937, a Firenze, nel magico scenario del Giardino di Boboli, avvenne la prima esecuzione scenica assoluta, diretta da Gino Marinuzzi.  Alla Scala l’opera in prima assoluta andò in scena nel 1953 con la direzione di Carlo Maria Giulini. Nel 1963 alla Wiener Staatsoper la diresse Herbert von Karajan. Queste sono le prime memorabili tardive esecuzioni. Il ritardo dell’apparizione di Poppea è dovuto al fatto che per la sua esecuzione esistono alcuni problemi di ricostruzione musicologica: le fonti dell’Incoronazione sono scarse. Ci troviamo di fronte a due partiture, conservate l’una a Venezia, l’altra a Napoli: entrambe non offrono alcuna indicazione relativa alla strumentazione; mostrano solamente il canto e il basso continuo. Può quindi apparire singolare che quello stesso Monteverdi che per l’Orfeo aveva tracciato una partitura ricca di dettagli preziosi, pur lasciando spazio all’intervento dell’interprete, si sia accontentato di una stesura sommaria per L’incoronazione.

Così scrive il musicologo Domenico De Paoli: “L’argomento dell’Incoronazione, tratto dal XIV libro degli Annali di Tacito pur interpretando la storia con una certa libertà riesce a creare una specie di epopea storica con personaggi veri, senza precedenti nel teatro”.  Del resto Monteverdi ha sempre cercato di rappresentare affetti reali, emozioni e sentimenti comuni a tutti, non importa se espressi da personaggi storici o mitologici perché come scrive egli stesso in una sua lettera: “sia Arianna che Poppea <<muovono… per essere donna>>”.

 

Nell’incontro “La repubblica e l’assolutismo” con ascolti e video, ha parlato di L’incoronazione di Poppea Davide Daolmi, musicologo, professore nell’Università degli Studi di Milano.



Riprese video e post produzione LUCA VITALI 


Supporto tecnico a cura di Meeting Project srl

CATEGORIA \ approfondimenti