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Collana artisti dello spettacolo alla Scala

Gli Amici della Scala hanno ideato nel 2002 una collana di monografie illustrate (cm 12x17, con copertina rigida), autrice di Vittoria Crespi Morbio, per far conoscere l’opera di scenografi, costumisti e registi che hanno lavorato per la Scala.

Edita per i tipi di Umberto Allemandi & C., nel 2007 conta già venti titoli.



 

Anno: 2002

Collana:
Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Burri alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Mercedes-Benz Milano
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 48

Immagini: 9

Nome centrale nella storia dell’arte contemporanea, Alberto Burri (Città di Castello, Perugia, 1915 - Nizza, 1995) si dedica al teatro in rarissime occasioni. Il suo debutto nel campo della scenografia avviene per il Teatro alla Scala, con i bozzetti e i figurini per il balletto Spirituals per orchestra di Morton Gould (1963). I temi biblici dell’opera (la sofferenza di Cristo, la pietà della Vergine, la redenzione della peccatrice) risuonano nei ritmi astratti della coreografia e nei fortissimi contrasti cromatici pensati da Burri: i lampi del rosso e del nero accostasti al denso fondo materico. 

 


 

Anno: 2002

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Edel alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Mercedes-Benz Milano
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 74

Immagini: 25

Scenografo e costumista celeberrimo negli ultimi decenni dell’Ottocento, Alfredo Edel (Colorno, Parma, 1856-Parigi1912) crea spettacoli il cui fasto rimane leggendario: il ballo Excelsior di Marenco (Teatro alla Scala, 1881), Medgé di Samara (Roma, Teatro  Costanzi, 1889) e Rodope di Giorza (Teatro alla Scala, 1892), con il loro fantastico profumo orientale. Nell’ultima parte della sua vita, Edel stempera la tipica vivacità del tratto con una grazia sottile, languida e ironica: ecco i figurini  deliziosi per Bacco e Gambrinus di Marenco (Teatro alla Scala, 1904) e quelli concepiti per i divertissements del parigino Théâtre des Variétés (1905).

 


 

Anno: 2002

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Ponti alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Mercedes-Benz Milano
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 72

Immagini: 44

Figura capace di abbracciare diverse discipline (pittura, grafica, design, editoria, arti applicate e soprattutto architettura) con un approccio originale, Gio Ponti (Milano, 1891-1979) assomma tutte le esperienze al momento di affrontare il teatro.
Nei suoi disegni scenici sono predominanti la razionalità della progettazione, la ricerca del colore, l’essenzialità della linea grafica. Lo testimoniano gli spettacoli realizzati per il Teatro alla Scala, il balletto Festa romantica di Piccioli (1944) e Orfeo di Gluck (1947), come pure i progetti rimasti sulla carta, Mondo tondo di Porrino (1945) e Mitridate Eupatore di Alessandro Scarlatti (1954). 

 


 

Anno: 2002

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Tosi alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Mercedes-Benz Milano
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 58

Immagini: 26

Teatro e cinema sono i due poli fra i quali si divide, nei prima anni di attività, Piero Tosi (nato a Firenze nel 1927). Gradualmente, il grande schermo ne assorbirà l’intera attività di costumista, grazie alle leggendarie collaborazioni con Visconti, Fellini, Bolognini, Zeffirelli, Liliana Cavani. Al Teatro alla Scala il giovane Tosi dedica nel 1955 uno spettacolo raffinatissimo e innovativo, rimasto nella memoria collettiva: suoi sono i costumi e le scene della Sonnambula di Bellini con Maria Callas, per la regia di Visconti e la direzione d’orchestra di Leonard Bernstein.

 


 

Anno: 2003

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala
 
Titolo: Foujita alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
UBS (Italia) e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 72

Immagini: 45

Giapponese divenuto simbolo di Parigi, amico di Modigliani, Apollinaire, Picasso, protagonista delle Années folles di Montparnasse, Foujita (Edogama, 1886-Zurigo, 1968) visse con sfrenato amore un esotismo alla rovescia.
Con i suoi nudi e con le sue nature morte, che spesso accolgono la figura umana, pagò il suo tributo all’Occidente che lo aveva ammaliato e accolto, per recuperare poi, nell’ultima fase della vita, la grande eredità dell’arte giapponese. A questo tardo periodo appartengono scene e costumi per Madama Butterfly, realizzata alla Scala nel 1951: un capolavoro mai finora analizzato e pubblicato, dove si riflette l’intera percezione estetica dell’artista. 

 


 

Anno: 2003

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Hockney alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
UBS (Italia) e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 58

Immagini: 29

Le piscine, gli interni californiani, i paesaggi, i ritratti di David Hockney (Bradford, 1937) hanno contribuito alla definizione della pop-art diventando icone del mondo contemporaneo. Il celeberrimo pittore britannico è però anche un uomo di teatro: appassionato di lirica, ha firmato spettacoli ammirati sui palcoscenici del Metropolitan di New York, del Covent Garden, del Festival di Glyndebourne. Alla Scala, Hockney ha portato due allestimenti rimasti leggendari, Die Zauberflöte di Mozart e The Rake’s Progress di Stravinskij. Coltissime nei riferimenti e nelle citazioni nascoste, inconfondibili nella cifra stilistica, sono due fantasmagorie che rientrano a pieno diritto nel catalogo di uno dei più amati artisti viventi. 

 


 

Anno: 2003

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Svoboda alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
UBS (Italia) e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 60

Immagini: 27

Architetto per formazione, influenzato dal costruttivismo russo e dalle teorie sceniche di Adolphe Appia, Josef Svoboda (Caslav, 1920-Praga, 2002) ha contribuito all’avanguardia scenografica del Novecento con la sua attività presso il Teatro Nazionale di Praga e, dal 1973, presso il gruppo leggendario di “Laterna Magika”, nello stesso tempo lavorando per i più prestigiosi teatri internazionali. I suoi allestimenti costruiti intono a metafore spesso geniali, talora provocatorie, hanno suscitato innumerevoli dibattiti. Con Cardillac (1964) di Hindemith, e poi con una lunga serie di spettacoli seguiti allo storico Atomtod di Manzoni (1965), i sipari di luce, gli specchi, gli schermi multipli di Svoboda hanno animato il palcoscenico della Scala segnando un clima culturale irrepetibile.

 


 


Anno: 2003

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Usellini alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
UBS (Italia) e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 68

Immagini: 43

A un mondo immaginario fatto di folletti, monachelle, diavoli svolazzanti e sgambettanti, Gianfilippo Usellini (Milano, 1903-Arona, 1971) dava più credito che al mondo “reale”. Formatosi nel clima culturale di “Novecento” e tenacemente appassionato dell’arte rinascimentale, Usellini ha immerso le sue creature fantastiche in un microcosmo fatto di ambiguità e sorprese, umorismo e inquietudine. Ne ritroviamo il profilo attraverso gli allestimenti firmati per il Teatro alla Scala, dal Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi-Ghedini alla Figlia del diavolo di Mortari, sino alla Notte di un nevrastenico di Nino Rota e al Nazzareno di Perosi.




Anno: 2004

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: I Galliari alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
AEM e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 80

Immagini: 19

Sudditi devoti di Maria Teresa (ma anche del re di Spagna o di Napoleone, quando Milano passò sotto il loro imperio), i fratelli Galliari (Bernardino, Fabrizio e Giovanni Antonio) assieme ai figli e ai nipoti consolidarono il proprio regno nel mondo del teatro, insediandovisi come una vera e propria dinastia. Pittori, affrescatori, architetti della scena, decoratori, i Galliari stabilirono l’immagine dei palcoscenici milanesi per mezzo secolo: furono loro a firmare la scenografia dell’opera che inaugurò la Scala nel 1778: Europa riconosciuta di Antonio Salieri. 


 

Anno: 2004

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Picasso alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
AEM e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 80

Immagini: 22

Genio onnivoro e traboccante, Pablo Picasso (Málaga, 1881-Mougins, 1973) lasciò il proprio segno in tutti gli ambiti artistici toccati. Al teatro si accostò durante la stagione leggendaria dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev e della propria poetica neoclassica fece il corrispettivo in immagine delle musiche di Stravinskij o di Falla. Pulcinella e Il cappello a tre punte, i due balletti con scene e costumi di Picasso accolti nel repertorio della Scala, sono l’occasione per indagare la passione dell’artista per l’Italia, i rapporti con il coreografo Massine e con Stravinskij, il “musicista cubista”.

 


 

Anno: 2004

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Ratto alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
AEM e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 76

Immagini: 25

Prima di partire per il Brasile, dove tuttora vive e lavora, il giovane Giani Ratto (Milano, 1916) ha firmato per Milano scene e costumi di allestimenti rimasti  leggendari. Ha condiviso con Strehler l’apertura del Piccolo Teatro (L’albergo dei poveri di Gor’kij) e la stagione aurea della riapertura della Scala dopo la guerra, debuttandovi con La Traviata nel 1947. Le sue leggiadre architetture sceniche, il suo segno coloristico toccato dalla grazia, la sua estetica luminosa rinnovano oggi il loro incanto.

 


 

Anno: 2004 

 

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Wilson alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate,
AEM e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 80

Immagini: 49

Suscitatore e dominatore di armonie perfette, mago dell’astrazione scenica che annulla ogni residuo di realismo, Robert Wilson (Waco, Texas, 1941) è uno dei grandi nomi del teatro contemporaneo. Le sue pantomime raggelate, giocate su raffinatissimi effetti di luce e su diafane pellicole di colore, hanno sedotto il pubblico della Scala accompagnandosi alla musica di Richard Strauss (Salome) e di Giacomo Manzoni (Doktor Faustus).




Anno: 2005

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Ceroli alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 45

Immagini: 15

Mario Ceroli (Castelfrentano, Chieti, 1938) inizia a plasmare sculture in ceramica, ma ben presto riconosce nel legno il proprio destino. Le sagome asciutte e monumentali delle opere lignee gli hanno assegnato un ruolo di primo piano nell’arte contemporanea. Per il teatro, dopo il debutto quale scenografo per un Riccardo III con la regìa di Ronconi (1968), l’artista firma spettacoli memorabili come la Norma di Bellini, prodotta dalla Scala nel 1972. Dolmen ieratico e arborescenza misteriosa, tempio e foresta, animato da raggi di luce, il solido ligneo di Ceroli rappresenta un unicum irripetibile e di grande fascino.

 


 

Anno: 2005

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Leonor Fini alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 76

Immagini: 35

Donna bellissima, di fascino magnetico e pericoloso, Leonor Fini (Buenos Aires, 1918 – Parigi, 1996) incede nell’arte del Novecento, regale, solitaria e scontrosa come un gatto di razza; e le donne-gatto saranno la presenza più fitta nel bestiario surreale e immaginifico della sua pittura, fra donne-uccello e donne-fiore. Presentata diciottenne a New York da De Chirico, adorata da Eluard, fotografata in mille situazioni che ne rivelano il delizioso egocentrismo, Leonor è una pittrice dallo stile inconfondibile: i suoi sogni e il suo immaginario erotico passano come un brivido sul palcoscenico della Scala, fra il 1951 e il 1963, con la musica di Cimarosa, di Mozart e di Jean Françaix.

 


 


Anno: 2005

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Titina Rota alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 104

Immagini: 39

Cresciuta in una famiglia musicalissima (il cugino è il compositore Nino Rota), lei stessa promettente violinista, Titina Rota (Milano, 1899 – Roma, 1978) è iniziata al palcoscenico da Giovanni Grandi, scenografo della Scala. Al teatro, e a figure teatrali leggendarie come Tatiana Pavlova o Max Reinhardt, la Rota affida il proprio tocco grazioso e fantasioso, costumi che sono gioielli dello stile déco, invenzioni spesso ironiche e smagate. Passerà poi al cinema, con Gallone e Camerini, e al giornalismo, con la direzione del settimanale “Grazia”. Il suo ultimo spettacolo è Il telefono di Menotti, al Festival di Venezia del 1948. Poi Titina si ritira ad Anacapri, per dedicarsi solo alla pittura



 

Anno: 2005

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Wakhevitch alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 124

Immagini: 48

Odessa, 1907 – Parigi, 1984: le date che racchiudono l’esistenza di Georges Wakhevitch individuano il percorso tipico di quella folla di émigrés sfuggiti alla rivoluzione russa e giunti a popolare l’Occidente di sogni e invenzioni fantastiche: da Diagilev a Erté. Felicissima mano pittorica, Wakhevitch firma il primo spettacolo come scenografo ancor prima di compiere i 18 anni. Non si fermerà più: cinquecento allestimenti per il palcoscenico e centoquaranta film compongono un catalogo impressionante per vastità e qualità intrinseca. Molte “prime” mondiali o italiane alla Scala recano la firma di Wakhevitch, dal Console di Menotti ai Dialoghi delle carmelitane di Poulenc.

 


 

Anno: 2006

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Buzzati alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 84

Immagini: 41

Non pago di essere scrittore, giornalista, drammaturgo e pittore, Dino Buzzati (1906-1972) regala il proprio talento, dal 1954, alla scenografia teatrale. Per la Scala allestisce due balletti e un’opera, rinsaldando attraverso la propria fantasia figurativa un forte legame con il compositore Luciano Chailly. Le scenografie di Buzzati scaturiscono dall’immaginazione ilare e inquieta del proprio autore: le abitano, più che le maschere del teatro, i fantasmi, le silhouette erotiche, i burattini dell’assurdo che popolano i suoi romanzi. E il segno grafico è incisivo, originalissimo, scalfito col pennino del paradosso.

 


 

Anno: 2006

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Luzzati alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 126

Immagini: 56

Suscitatore di fiabe, racconti, fantasie, sogni, atmosfere, Emanuele Luzzati (Genova 1921-2007) conosce come nessun altro scenografo contemporaneo l’arte di narrare attraverso il gesto della grafica. I suoi inconfondibili personaggi mettono in scena, al solo vederli, una storia: mille ne hanno raccontate in sei decenni di attività. Decano del teatro italiano, Luzzati ne è al contempo uno fra i più vivaci e attivi protagonisti. Alla Scala ha messo in scena figure mitiche, da Don Chisciotte a Pulcinella agli amanti di Verona: le ha rese complici di un gioco multiforme, coloratissimo, dove si anima e sorride la compiutezza della vita.

 


 


Anno: 2006

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Malclès alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 104

Immagini: 40

 

Alla Scala, nel dopoguerra, si respira aria di Parigi: Poulenc è ospite frequente, il repertorio accoglie volentieri i titoli di Ravel o di Saint-Saëns, e dalla prestigiosa tradizione del teatro francese sciamano a Milano registi e scenografi. Figlio del Midi, Jean-Denis Malclès (1912-2002) incarna in realtà l’esprit parigino come pochi altri. I suoi allestimenti, da “L’heure espagnole” a “Les mamelles de Tirésias” (ma aveva cominciato con l’omaggio a una grande attrice della Comédie Française, Adriana Lecouvreur), scintillano per chic e joie de vivre, tanto più lievi quanto più saldo è il “mestiere” che li informa.



 

Anno: 2006

Collana: Artisti dello spettacolo alla Scala

Titolo: Marini alla Scala

A cura di: Vittoria Crespi Morbio

Pubblicato grazie a: Fondazione Cariplo, Pirelli & C. Real Estate
e patrocinio Provincia di Milano

Pagine: 52

Immagini: 21

Una mostra d’arte presso la galleria di Curt Valentin, a New York, 1950. Lì si incontrano per la prima volta due protagonisti della cultura del Novecento, Igor Stravinskij (1882-1971) e Marino Marini (1901-1980). Figure diversissime, si capiranno subito e diverranno amici. Marini omaggia Stravinskij più volte attraverso sculture e disegni, ma soprattutto ne interpreta la poetica firmando le scene della “Sagra della primavera” che la Scala produce subito dopo la morte del compositore. Astratte e arcane nel segno, agitate da una violenza quasi fauve e da tragiche ombre, le tavole di Marini sono un capolavoro a commento di un altro capolavoro.