Nell'ottobre del 1993, in sette diverse tornate, di cui la prima e l'ultima al Teatro alla Scala, il gruppo Euriclea degli Amici della Scala ha organizzato il convegno "La cultura a Milano. Realtà e prospettive."
Sono stati presentati interventi e relazioni su: la musica e il teatro; la cultura bibliotecaria, libraria ed economica; le istituzioni universitarie e scientifiche; la cultura artistica e la cultura pubblicitaria; la cultura e i media e l'informatica; la cultura filosofica, i circoli culturali, la cultura religiosa e l'immagine della cultura musicale milanese; gli archivi milanesi e i rapporti fra Milano e il mondo.
"La cultura a Milano. Realtà e prospettive" ha offerto un panorama pressochè completo della cultura a Milano, delle possibilità e dei bisogni delle istituzioni, delle imprese e dei soggetti culturali.
Dall'esperienza di questo convegno e da un'inchiesta di Piera Rolandi è nata l'idea del progetto "Il Castello per Milano", realizzato dagli Amici della Scala con il Politecnico di Milano e l'Università "L. Bocconi" e culminato, dopo un lungo lavoro, in una mostra (vedi restauri e mostre) e in un ampio convegno (Milano, Castello Sforzesco, 11 Ottobre-12 Novembre 1995). Con il patronato e il patrocinio del presidente della Repubblica, del Parlamento, della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Milano, si è costituito un Comitato Nazionale per il Castello di Milano cui hanno aderito anche i direttori di importanti Musei Civici italiani.
Numerosi enti, aziende, associazione imprenditoriali e istituzioni scientifiche hanno dato in vario modo il loro contributo.
L'idea era quella di realizzare un progetto completo per fornire i Musei Civici del Castello e la Biblioteca d'Arte di un Centro servizi e informazioni, da realizzarsi sotterraneo in area adiacente al complesso castellano e tale da servire, oltre che alle funzioni tradizionali dei Centri di questo genere presenti in tutti i grandi musei del mondo, anche come vetrina e luogo di distribuzione dell'offerta culturale di Milano nei settori delle mostre, della musica, del teatro, di convegni e conferenze aperti al pubblico.
Il gruppo di studio di Giovanni Iudica (Università Bocconi) ha presentato un'ampia ricerca sulle forme giuridiche possibili (pubblica, mista o privata) per il Centro.
|
|
|
|
L'Assirm, associazione nazionale cha raccoglie i principali istituti del settore, ha condotto una ricerca d'opinione e di mercato sull'identità del Castello Sforzesco e sulla possibile "clientela" del Centro, ricerca svolta su un campione significativo di milanesi e lombardi.
La SDA della Bocconi e le borsiste di Centrobanca hanno elaborato una ricerca di fattibilità dal punto di vista istituzionale, economico e finanziario.
Il corso di Marco Albini (Politecnico di Milano) ha compiuto il rilevamento dell'intero Castello Sforzesco e ha ideato una serie di progetti diversi per il Centro.
Il convegno nel quale sono stati presentati questi studi ha avuto anche una sezione dedicata alla storia della cultura nel castello, dall'età tardoviscontea alla ricostruzione beltramiana, e una sezione in cui i dirigenti delle istituzioni culturali attive nel castello sforzesco hanno esposto la storia e lo stato al presente dei loro istituti.
Il convegno, aperto con gli interventi delle autorità milanesi, è terminato con una tavola rotonda presieduta da Federico Zeri, vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali, in cui il progetto "Il Castello per Milano" ha avuto l'approvazione dei maggiori esperti italiani.
A cinque anni dalla pubblicazione del progetto "Il Castello per Milano", esso rimane il più completo studio italiano di fattibilità di un grande Centro informazioni e servizi per un importante complesso museale.
Sulla scorta di una delle loro pubblicazioni, nel novembre 1997 gli Amici della Scala hanno organizzato al Teatro alla Scala il convegno "La gestione Visconti al Teatro alla Scala 1898-1916", che ha potuto tracciare un bilancio artistico, musicale, economico di quella gestione, di cui si sono posti in rilievo gli aspetti giuridici e di organizzazione aziendale che avvicinano quella esperienza di un secolo fa alla Fondazione di diritto privato in cui allora si trasformava, in ottemperanza alla legge Dini-Veltroni, l'Ente Lirico Teatro alla Scala.
|